e calciatori indicare pareggio.

e calciatori indicare pareggio.

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Grinta e carattere
. All'interno del clan granata sembrano essersi passati la parola,
anzi le parole (due) d'ordine. E così si verifica che nell'analisi
della partita con l'
Andria
, sia il vice-allenatore Tano

Marino, in panchina per la squalifica di Sorbello, sia dirigenti e
calciatori facciano ricorso agli stessi termini per indicare le
armi che hanno consentito all'Acireale di conquistare il prezioso
quanto meritato pareggio. «E' stata la forza della volontà a
consentirci di superare le varie difficoltà che si sono presentate
quasi da subito e che, probabilmente, avrebbero stroncato chiunque
– dice Tano Marino –. Sono soddisfatto, innanzi tutto, per
l'approccio che la squadra ha avuto con l'avversario, con quel
calcio di rigore che ci hanno dato contro e con l'espulsione di
Pittilino. Abbiamo reagito alla grande, senza mai abbatterci. La
grinta e il carattere sono stati decisivi sino alla fine. E un peso
non indifferente è arrivato dai nostri sostenitori, sempre
calorosi. Per questo li ringraziamo». Il primo a rivolgere un
plauso alla squadra è stato il presidente Salvatore Di Grazia. Dopo
il triplice fischio, affettuosa irruzione del massimo dirigente
granata accompagnato dal fratello Carmelo e dal vicepresidente Pino
Leonardi: «La squadra ha mostrato davvero un grande cuore – dice Di
Grazia – e il pareggio assume un valore particolare per le
condizioni in cui è stato ottenuto». Chiaro il riferimento all'uomo
in meno e al rigore concesso ai padroni di casa, al quale si
aggancia anche il direttore generale Melo Russo: «Credo che non
possa passare inosservata la determinazione dell'intera squadra.
Sotto questo aspetto ritengo che vada espresso un elogio in blocco
e in questo contesto inserirei anche i tifosi che ci hanno seguito
e che ringrazio. La nostra è stata una prestazione tutto cuore,
meritevole sicuramente del risultato ottenuto; e, credetemi, c'è
mancato poco che tirassimo uno scherzetto pesante all'Andria».
Fuori dello stadio c'è il tecnico titolare Orazio Sorbello. Seguire
la partita dalla tribuna è stato davvero una sofferenza, i cui
effetti non possono essere subito smaltiti. «In effetti è stata una
gara tirata sino alla fine – osserva il trainer granata –,
sicuramente appassionante e che ci ha visti protagonisti. L'Andria
si è confermato l'avversario che mi attendevo, tra l'altro sempre
vittorioso in casa. Noi lo abbiamo domato, pur essendo stati
costretti a giocare in dieci per trequarti di gara. Adesso dobbiamo
pensare al Como; assieme ai nostri tifosi, anche stavolta generosi
e calorosi, cercheremo di superarlo». Nelle parole del tecnico
pugliese, Pasquale Ussia, un elogio tra le righe all'Acireale:
«L'Andria ha giocato la sua migliore partita, ma
quell'Acireale...».

leonigranata.altervista.org  Gaetano Rizzo

 

 



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Archivado en con fecha 11/jun/2006 - 0 comentarios
 

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